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Raffaele La Capria (1922-2022) è stato uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano, tra le voci più significative della letteratura del secondo Novecento. Nato a Napoli, si laureò in giurisprudenza e soggiornò in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, prima di trasferirsi a Roma nel 1950. Collaborò con le pagine culturali del Corriere della Sera, lavorò per la Rai e firmò sceneggiature per il cinema, in particolare per i film di Francesco Rosi, come Le mani sulla città. Ferito a morte, vincitore del Premio Strega nel 1961, è il suo romanzo più celebre: racconta la giovinezza di Massimo De Luca nella Napoli borghese del dopoguerra, tra il mare di Posillipo, le feste, le amicizie e un amore perduto, in una giornata in cui ricordi e presente si mescolano, fino alla decisione di lasciare la città. Con una scrittura innovativa e luminosa, il libro è diventato un classico sul rapporto tra Napoli e chi la abita, sulla bella giornata e sulla sua malinconia. Fu anche saggista e traduttore.
Abbiamo scelto questi titoli di Raffaele La Capria
La vicenda narrata in "Ferito a morte" si svolge nell'arco di circa undici anni, dall'estate del 1943, quando, durante un bombardamento, il protagonista Massimo De Luca incontra Carla Boursier, fino al giorno della sua partenza per Roma, all'inizio dell'estate...
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