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Recensione del romanzo Il contrario della nostalgia di Sara Taylor

Il contrario della nostalgia, di Sara Taylor

25/01/2024
Reading time: 7 minuti
Recensione de Il contrario della nostalgia di Sara Taylor, un toccante romanzo sull'inquietudine che ci spinge a partire per cercare la nostra libertà e la nostra identità.

L’inquietudine e la libertà in un toccante romanzo on the road

Cos’è il contrario della nostalgia?

Stando alla definizione fornitaci dai dizionari, il contrario della nostalgia si può trovare nell’indifferenza, nella freddezza, nell’assenza quindi di sentimenti più o meno piacevoli che possono insorgere quando ricordiamo qualcosa che non abbiamo più, o quando siamo lontani da persone o luoghi che amiamo.

Nell’omonimo romanzo di Sara Taylor, contenuto nella box 15 di Romanzi.it dedicata a minimum fax, il contrario della nostalgia è individuato in quella fortissima e irresistibile pulsione senza nome che porta i due protagonisti, Alex e la sua Ma’, a girovagare instancabilmente di luogo in luogo, senza mai fermarsi se non per pochi mesi, alla ricerca di qualcosa di non ben definito tra inquietudine e scoperta.

Lontano da casa

La trama del romanzo è piuttosto semplice all’apparenza: ci racconta di come Alex, adolescente non binario, nel cuore della notte venga svegliato dalla madre e caricato in auto, senza troppe spiegazioni e con addosso solo un pigiama e degli scarponcini presi a caso. Inizia così il loro viaggio senza una meta o uno scopo preciso, fatto di stazioni di servizio, di paesini più o meno desolati, di appartamenti minuscoli e di lavori massacranti, che porterà i due attraverso gli Stati Uniti in quella che inizialmente ha tutto l’aspetto di essere una fuga improvvisata.

Nel romanzo Il contrario della nostalgia di Sara Taylor, i protagonisti Ma' e Alex affrontano un viaggio nel passato per scoprire sé stessi e decidere del proprio futuro.
In Il contrario della nostalgia Ma’ e Alex affrontano un viaggio nel passato per scoprire sé stessi e decidere del proprio futuro.

Alla scoperta di Ma’

Man mano che il viaggio procede, sotto le incessanti domande di Alex, Ma’ inizia a raccontare la storia della sua vita, segreti prima solo vagamente accennati che ora irrompono come un fiume in piena nei momenti più casuali: in fila per un caffè, fermi da un meccanico, nel cuore della notte a bordo strada. Sono cose che mai aveva condiviso prima in modo così intimo e vulnerabile, parlando del proprio passato da figlia di emigrati siciliani, tra case famiglia e orfanotrofi prima e lavori improbabili e vagabondaggi poi, sempre sradicata e in movimento tra un luogo e il successivo.

Ma’ e le sue Laura

L’unico filo conduttore che sembra tenere insieme la vita di Ma’ è la costante presenza di una serie di donne, amiche, compagne o benefattrici, tutte chiamate Laura. Per Alex questa è l’occasione per conoscere una madre molto amata, con cui talvolta ha un rapporto burrascoso, come una ragazza e una giovane donna che cerca il suo posto nel mondo, che si impone a volte anche con la forza, scoprendo lati del carattere della madre che mai avrebbe indovinato nella loro vita precedente.

Alla scoperta di Alex

Il viaggio non è un’opportunità solo per Ma’ e anche Alex sperimenta una sua personale evoluzione, attraversando l’adolescenza da giovane non binario in un’America che ancora fatica a capire e rispettare la sua identità. Alex è un personaggio testardo e tenace, profondamente umano e imperfetto: si intestardisce e litiga con la madre, si arrabbia e gironzola senza meta per sbollire quella rabbia che tutti avevamo dentro a quindici anni, è impulsivo, e non sempre ragiona fino in fondo.

Il bello dell’imperfezione

Proprio questo lo rende così realistico a mio parere: nonostante abbia una profonda coscienza di sé si sente ancora un outcast, un emarginato che a scuola fa i conti coi bulli e che cerca disperatamente un pezzo di mondo in cui poter respirare liberamente.
Alex nutre anche una profonda ammirazione per la madre: lei è il centro del suo universo, un irraggiungibile faro, con la quale si renderà conto di condividere molto più di quel che inizialmente immaginava.

Alla scoperta di sé

I temi affrontati da Sara Taylor nel romanzo Il contrario della nostalgia variano dall’accettazione di sé al bullismo, dal passato che ritorna a quell’eterna montagna russa che è l’adolescenza, con la rabbia e la solitudine che spesso ne conseguono, ma è anche un romanzo tenero, devastante, che colpisce per la sua incredibile capacità di farci venire voglia di mollare tutto, prendere un bus e sparire chissà dove, tagliando le radici che ci legano a dove siamo.

Quella voglia di andarsene

E’ una sensazione forte e che a tratti può spaventare, ma rende il romanzo genuino e appassionante; non per nulla l’ho riletto una seconda volta un paio di settimane dopo averlo finito, tanta era la voglia di immergermi nuovamente in questo viaggio.
La cosa forse più bella è che, per tutto il romanzo, questo profondo desiderio di andarsene non è mai trattato come una dimostrazione di irresponsabilità o immaturità, o incapacità di compiere delle scelte: è una sensazione che non ha un nome ma che bisogna assecondare, qualcosa di vitale come respirare, e che rende Alex e Ma’ le persone che sono.

Casa è dove c’è il cuore

Altro concetto molto importante è il concetto di “casa”, qui mai semplicistico e sempre molto toccante.
Per Ma’, casa diventa dove c’è Alex, poco importa in che stato sia, o quanto possa essere grande. Casa può essere il sedile posteriore di un’auto dove passare la notte, o un appartamento minuscolo sopra un negozio di alimentari, o una vecchia casa fatiscente piena di ricordi da esorcizzare. Casa non è sempre pace e gioia e comfort: casa è anche dolore, e lacrime, e fare i conti con cosa ci si lascia alle spalle.

Casa è un luogo da creare

Per Alex, casa è dove ha lasciato il padre e i pochi amici all’inizio, perché è naturale pensare così al luogo che ci ha visto crescere, ma poi questo concetto si evolve con la maturazione stessa di Alex, e casa non è più così facile da definire. Casa diventa un posto dove si hanno dei ricordi, un posto dove tornare e sapere che qualcuno ci aspetta. Casa diventa un abbraccio da qualcuno che si ama, e poco importa anche se è per poco, quel che conta è sentirsi che quello è il nostro posto e nessuno ci potrà mai cacciare. Casa è dove poter respirare a pieni polmoni senza vergognarsi di quel che si è.

Alla scoperta della libertà

La libertà è il tema centrale del romanzo: una libertà che arriva senza vincoli, dettata dal riuscire ad accettarsi per come si è, senza perdere tempo a combattere l’idea di come gli altri ci vorrebbero.
Libertà come realizzazione personale, al di là del lavoro o dei traguardi classici di vita come comprare casa o auto o avere figli, che permette di decidere di sé senza ansie, sapendo che chi abbiamo attorno capisce la nostra natura e non ci fa una colpa per la nostra partenza, ma lascia aperta la porta per il nostro eventuale ritorno. E continua ad amarci quando non ci siamo.

Lezione da Il contrario della nostalgia

Il contrario della nostalgia è un romanzo molto toccante, che mi è piaciuto moltissimo, e al quale spero di avere reso giustizia in questa recensione. E’ una storia di crescita e accettazione, di essere madre e di essere figli, e di cosa significa trovare un posto in un mondo che sempre più spesso sembra non volerci lasciare lo spazio per autodeterminarci.

E’ una preziosa lezione di vita sul lasciar andare e sul muoversi in avanti, onorando il passato senza portarlo come un peso, e ritengo che Sara Taylor abbia fatto uno splendido lavoro, dando vita a un romanzo a metà tra una saga familiare e un romanzo di formazione, con un americanissimo accenno di vita sulla strada.

The Lauras

Una piccola curiosità finale: il titolo originale del romanzo è The Lauras, letteralmente traducibile come Le Laure, e già questo ci svela un dettaglio decisamente importante sul movente che spinge Ma’ a partire all’inizio del romanzo. Non vi svelerò nulla di più, ma vi dò un consiglio: non leggete questo romanzo con l’obiettivo di scoprire verso cosa stanno viaggiando Alex e sua madre; al contrario, leggetelo come se fosse una lettera che Alex ci manda, dove non conta la destinazione: conta il modo in cui ci si arriva.

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Arianna Trevisan

Mi presento: sono Arianna, traduttrice per titolo di studi e accanita lettrice per passione. La lettura è per me molto più che uno svago o qualcosa da fare per rilassarmi: sono sempre stata una sognatrice, che nei mondi di carta e inchiostro si perderebbe per non uscirne più, e leggere per me è come respirare, l’unica costante passione della mia vita che mi ha accompagnato dall’infanzia all’età adulta.

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